Nella fase di consulenza estetica, le professioniste si sentono sempre chiedere dalle clienti: qual è la differenza tra la laminazione normale e quella coreana? E vale la pena orientarsi sulla seconda?
Come si può ben immaginare, la risposta non è univoca, in quanto le due tecniche, pur condividendo l’obiettivo di sollevare e valorizzare le ciglia naturali, partono da presupposti diversi già nella prima fase di applicazione.
Non a caso, il risultato varia da un effetto più definito ed aperto, a un look più morbido, preferito da chi vuole ottenere un aspetto no make-up. Tuttavia, come sottolinea Kalentin, le due linee di prodotto sono progettate per coesistere.
Da un lato la tecnica classica, dall’altro la laminazione coreana basata su cisteammina distribuita lungo l’intera lunghezza del pelo.
Qual è la differenza tra la laminazione normale e quella coreana?
Laminazione normale: come funziona e su chi rende di più
La laminazione tradizionale agisce modificando la struttura del ciglio attraverso un principio attivo che ne altera i legami in via temporanea, permettendo così di fissare una nuova curvatura.
Il prodotto viene applicato in modo mirato, concentrato perlopiù sulla radice e sulla parte mediana del pelo, senza mai toccare le punte, al fine di ottenere un sollevamento deciso ed uno sguardo più aperto.
La tecnica tende inoltre a valorizzare le ciglia già di buona lunghezza e spessore, perché il sollevamento marcato risulta eccessivo su ciglia molto sottili o corte.
Va da sé che questa è la scelta ideale per chi desidera un effetto liftato, simile a quello di un mascara waterproof, ma senza trucco. Ciononostante, la manutenzione è semplice: basta evitare acqua e vapore nelle prime 24 ore ed applicare un siero nutriente in caso di secchezza.
Laminazione coreana: cosa cambia con la cisteammina
La laminazione coreana introduce una variante significativa nell’applicazione del principio attivo. Difatti, la cisteammina viene distribuita su tutta la lunghezza del ciglio, punte comprese, invece di essere concentrata solo sulla base.
Si tratta di un approccio che richiede tempi di posa differenti, ma che garantisce un effetto più omogeneo e naturale. Il risultato è una curvatura morbida, progressiva, che accompagna il ciglio dalla radice alla punta.
Perciò, la tecnica coreana è indicata per tutti, soprattutto per chi ha ciglia sottili, corte o poco definite, perché evita l’effetto a uncino che a volte si ottiene con la laminazione tradizionale. Inoltre, la distribuzione completa del prodotto riduce il rischio di sovraccaricare la radice, preservando la salute del follicolo.
Le differenze sostanziali tra le due metodologie
Confrontando le due metodologie, noteremo che vi sono delle differenze in primis legate agli step del trattamento. Nel caso della laminazione classica, il trattamento ha inizio, dopo una detersione, con la colla: vengono difatti incollate le ciglia al bigodino, lavorando a sezioni.
Nel caso della laminazione coreana, viene applicata innanzitutto la permanente sull’intera lunghezza delle ciglia, subito dopo una buona detersione.
Per orientarsi tra le due opzioni, ecco alcuni criteri utili:
- tipo di ciglio: ciglia lunghe e spesse si adattano sia alla laminazione normale che alla coreana; ciglia corte o sottili beneficiano della coreana;
- tempo a disposizione: la tecnica classica è più rapida per certi versi; quella coreana richiede più tempo ma offre maggiore uniformità;
- sensibilità del follicolo: la distribuzione uniforme della cisteammina nella coreana può essere più delicata per chi ha ciglia fragili.
Se stai valutando prodotti professionali, Kalentin offre entrambe le soluzioni proprio per adattarsi a esigenze diverse, garantendo risultati sicuri e personalizzati.



